Martedì, 21 Aprile 2026 16:05

Materie prime critiche nei RAEE, Erion WEEE: "Il valore va altrove"

"Attualmente i componenti più ricchi dei rifiuti elettronici vengono esportati al di fuori dell'Unione Europea o gestiti senza un adeguato riciclo", ha ricordato il direttore generale Giorgio Arienti accompagnando una delegazione di europarlamentari e altri rappresentanti delle istituzioni in visita a un impianto industriale.

In occasione della campagna di Assoambiente "Impianti Aperti on the road", una nutrita delegazione di europarlamentari e di altri rappresentanti delle istutuzioni è andata in visita all'impianto industriale del Gruppo Seval, dedicato al riciclo dei RAEE e delle batterie, accompagnati da Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE, Elisabetta Perrotta, Direttore di Assoambiente e Alessandro Danesi, Direttore Commerciale del Gruppo Seval.

Nel dialogo con le istituzioni europee è stata evidenziata l’urgenza di intervenire sulla filiera dei rifiuti a partire dall’aumento della raccolta dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) e dei Rifiuti di Batterie (RB), con l'obiettivo di garantire un flusso stabile di materiali verso gli impianti di trattamento e massimizzare il recupero delle Materie Prime Critiche. Questo favorirebbe anche la realizzazione di nuovi impianti di trattamento, fondamentali per rafforzare l’autonomia industriale europea, in linea con le priorità del Circular Economy Act.

Tra i temi sul tappeto, emerge con forza la necessità di semplificare e accelerare gli iter autorizzativi per la realizzazione degli impianti, oggi caratterizzati da elevata complessità e tempistiche che possono superare i quattro anni. In linea con le indicazioni europee, la semplificazione costituisce una leva fondamentale per rendere il settore più attrattivo in termini di investimenti e per consentire all’Italia di cogliere pienamente le opportunità legate alla transizione verso un’economia circolare.

“Attualmente i componenti dei RAEE più ricchi di Materie Prime Critiche vengono esportati al di fuori dell'Unione Europea o gestiti senza un adeguato riciclo di tali materie - afferma Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE -. Tale dinamica determina una perdita di valore economico e industriale per il nostro Paese e, più in generale, per l’Europa. È quindi urgente incrementare la raccolta dei RAEE e sostenere la realizzazione di impianti in grado di estrarre dai RAEE anche i materiali presenti in piccolissima quantità".

Il nuovo impianto del Gruppo Seval dedicato alle batterie agli ioni di litio permetterà, una volta a regime, di trattare fino a 15.000 tonnellate di batterie provenienti da veicoli elettrici, mobilità leggera e sistemi di accumulo industriale all’anno, recuperando materie prime critiche come litio, cobalto, nichel, manganese, alluminio e rame, reimmettendole nel ciclo produttivo. Nel 2025 in Italia sono state immesse sul mercato circa 160.000 tonnellate di batterie di grande taglia, mentre quelle già in circolazione superano le 800.000 tonnellate. Da qui l'importanza di realizzare impianti capaci di trattare questa massa di batterie in circolazione quando giungeranno a fine vita.

Il progetto industriale sarà replicato nel Sud Italia con un secondo impianto gemello presso Riplastic SpA a Potenza, confermando l’impegno del Gruppo Seval nello sviluppo di una rete nazionale per il riciclo delle batterie.

I rappresentanti coinvolti nella visita istituzionale all'impianto industriale del Gruppo Seval sono stati Benedetta Scuderi (Greens), Pietro Fiocchi (Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei), Irene Tinagli (Socialisti e Democratici), Gaetano Pedullà (Sinistra al Parlamento europeo), il Direttore della Direzione Risorse sostenibili del Centro Comune di Ricerca CCR Alessandra Zampieri e il Capo Ufficio del Parlamento Europeo Maurizio Molinari.